Adios

“Heart knows reasons that reason knows not” – Blaise Pascal

Millemiglia chiude. Millemiglia closes down.

Grazie per averci seguito, per averci letto, commentato e voluto bene. Thanks for following us, reading us, commenting and loving us.

Adios. Ciao!

Letizia e Giuseppe

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Archiviato in Gius, letizia

How to spend 15-50€ in Bratislava…

School is over, summer is coming and Europe is waiting for you to be explored. Looking for a destination… what about Bratislava?

Bratislava, Slovakia is one of the most affordable destination you can get. Don’t think you have to marry a millionaire or sell your beloved CD collection to travel there. Travelling can be cheap and still pleasant. Perfect for a weekend break or a stop during your Inter-rail, let’s have a look how you could spend a budget of 50€.

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Facebook manners

Via Dis.am.bi.gua.ndo ho trovato questo video. Il boom di user italiani +212% da inizio 2009, fa riflettere. Anche se le polemiche per la scarsa usabilità della nuova interfaccia della home page fa discutere, il fenomeno Facebook è pur sempre sulla cresta dell’onda.

“Follow the simple rules of good Facebook manners and the electric friendship generator will be more fun for everyone!”

Sperando di non diventare come Timmy ed Alice….

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Abruzzo 0409

terremotoLe parole non bastano per descrivere quello che sta succedendo. Ci vogliono le foto. Immagini di borghi distrutti, di un dolore composto e di un paese che una volta tanto funziona come si deve. Ti domandi se il paese che coordina i soccorsi e i primi aiuti in maniera perfetta è lo stesso che , con una normativa antisismica così avanzata, fa crollare anche i suoi edifici più moderni. E’ il paese che si sta mobilitando in maniera unica per aiutare una sua regione in ginocchio, ma anche quello in cui un sottosegretario, non sapendo bene cosa dire, invita tutti a donare il sangue con il risultato che adesso non sanno neanche più dove metterlo. Vedi le immagini di bambini soli, a giocare su una panchina e pensi a chi ha perso babbo e mamma, pensi a chi ha perso la casa, pensi a chi si è lanciato dalla finestra e lo stomaco si stringe.

Se dici 250 morti non realizzi. 250 è un numero, che lì per lì non sembra neanche troppo grande. Ma se leggi le storie delle singole persone e pensi a tutto quello che c’è dietro le cose cambiano. Ti rendi conto di quello che è successo. E rimetti in discussione le tue certezze: pensare che ora non posso fare niente, che chi parte è solo un emotivo, che certe cose si sconfiggono lavorando ogni giorno bene nel nostro quotidiano, è un pensiero anche un po’ da egoisti. E’ vero che ci sono un sacco di cose che mi infastidiscono. Il bombardamento di email di “solidarietà” spesso piene di inesattezze mi infastidisce. Mi infastidisce chi pensa di poter fare del qualunquismo scaricando la colpa sui politici solo per certe dichiarazioni basate su uno studio le cui basi scientifiche sono tutte da provare. Mi infastidisce chi alla Camera dice che non c’è Governo e opposizione di fronte a questa primaveratragedia, come se ci fosse bisogno di dire una cosa del genere. Mi infastidisce chi scrive su Facebook “ho dato la mia disponibilità a partire e ora ho l’adrenalina a 1000”, come se andare a L’Aquila fosse uguale ad andare al Flaminio a vedere l’Italia del rugby o nei boschi del Pratomagno a fare i wargame. Il fastidio per le reazioni scomposte non può prendere il sopravvento sulla commozione. E’ stata una tragedia, un momento buio. Ma niente depressione. Anche davanti ad una tragedia io penso che il mondo sia pieno di colori, anche lunedì scorso, anche oggi e spero anche domani. E continuerò a cercare di farlo vedere a tutti che c’è sempre una speranza, che anche dalle situazioni peggiori può venire qualcosa di buono, che il mondo è colorato.

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Le stranezze da satellite

GiuglianoDalla valutazione dell’ombra al campeggio della prossima estate, alla curiosità per la casa di una persona di cui si conosce solo l’indirizzo, con Google Earth è possibile dare un’occhiata in ogni angolo del globo, o meglio, quasi ogni angolo. Per proteggere i siti “strategici” infatti ci sono macchie e punti esclamativi (si possono vedere, insieme ad un sacco di altre stranezze su Google Earth, qui).  Leggi l’articolo completo

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L’imbrocco nell’era di Internet

Skype ha sempre una finestra arancio: V. dice che non ce la fa a non vedermi fino a domenica. Anche E. dice di vederci prima di domenica. S. su msn si chiede se davvero fino a lunedì non ci possiamo vedere, se gli scout siano un’attività che mi impegna i finesettimana o un’organizzazione segreta che mi rapisce anima e corpo. Sempre su msn G. mi chiede di vedersi oggi appena ho finito di lavorare (per fortuna nessuna di loro sa che oggi lavoro da casa). Mi arriva un SMS (uno strumento che sto imparando a capire finalmente) di F., nessuna richiesta di vedersi, menomale. Mentre E. (un’altra E.) su Facebook mi chiede il numero di cellulare. Sempre su Fbook arriva una mail di M. che non vede l’ora di vedermi ad aprile (lei ha i tempi più lunghi, che ci volete fare, non sta in Italia).  Il problema è che E. (la terza, ma ad ogni E corrisponde un nome diverso, ancora riesco a destreggiarmi) non si fa sentire, che dite: sms, facebook o messenger?

Una volta studiavi lunghe strategie, calcolavi il secondo giusto per uscire di classe, pensavi ad una scusa per chiamarla a casa, sperando che non rispondesse sua mamma. Facevi anche dei giri assurdi nella speranza di incontrarla più o meno per caso. La domenica giro per il corso sperando che fosse lì. E a quel punto non c’era storia… fitta allo stomaco, sorriso sgangherato, e dovevi metterti a parlare con lei. Lei che ti snobbava, o ti trattava male o incredibilmente a volte aveva lo stesso sorriso sgangherato.  E allora avevi una flebile speranza.

Oggi no, un bacio (virtuale) non si nega a nessuno. A dire “quanto sei carina” sulla chat di facebook non ci vuole molto, e neanche in contemporanea a dire ad un’altra su msn “quanto stiamo bene insieme”, a alla terza su skype “ah se solo stessi più vicino…” e alla quarta via sms “quando ci sei tu mi sento nervoso…”. Non c’è bisogno neanche di chiedere il numero, fai la richiesta di amicizia su Fbook e lì puoi trovare tutti i dati interessanti, o sennò li chiedi con una scusa banale.  In questo modo l’abbordaggio è alla portata di tutti? Forse sì, dai. Tutti i timidi, quelli che hanno una paura matta del rimbalzo sono avvantaggiati. Anche gli smanettoni, quelli che farebbero sesso con il mouse se  solo sapessero che al femminile è traducibile con “topa” sono decisamente avvantaggiati. Chi invece ha bisogno dell’alcool per copulare, no, non è facile schiacciare questi maledetti tastini quando tutto è annebbiato. Se con l’altro sesso non ti sai relazionare non è che lo schermo ti aiuti più di tanto e poi … Verrà un giorno… un giorno in cui vedersi, un giorno in cui costruire una storia normale. E poi ci sono loro: i bastardi. Eccoli qua bellini e sorridenti, falsa faccia a bravo bambino. Grazie al mondo virtuale si possono tenere in piedi fino a 5-6 storie in contemporanea senza troppi problemi. Basta avere password a computer e cellulare e soprattutto… una gran faccia di c__o. E non dite che non appartenete a queste categorie, e non ditemi che non avete mai imbroccato on line, e dai siete troppo web 1.0, che lo leggete a fare un blog?? Dai belli, a caccia, ma occhio a chi è preda, chi predatore e soprattutto occhio ai cacciatori di frodo!!! 

Giuse

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The Day that the Internet Stood Still

24.02.2009. ore 10.30.

“e gmail va giù. Brividi di freddo in mezza internet. L’altra mezza carica la pistola per la roulette russa”

Twitter: @martino_seorama

“Gmail doesn’t work. Hackers’ attack to the servers. I can’t believe Google is so weak”

Facebook: Andrea G.

Per circa tre ore, i server di posta di Gmail si sono fermati. E con loro il mondo. Un tam tam diffuso di persone che non potevano lavorare, chattare, recuperare informazioni dalla loro casella di posta Gmail ha invaso le chat, i siti specializzati, Twitter, Facebook. Tutti persi di fronte alla pagina bianca in “loading” perenne. Me compresa. “E adesso cosa faccio?” – e subito dopo: “Menomale che almeno Facebook funziona”. Leggi l’articolo completo

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